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Parquet su riscaldamento a pavimento

Essenze, spessori e pose compatibili, temperature da non superare e gli errori che fanno imbarcare le doghe.

Parquet e riscaldamento a pavimento convivono benissimo — a condizioni che non sono negoziabili. Se ne manca una, il pavimento si imbarca o si aprono le fughe. Ecco che cosa conta davvero.

Perché il legno si muove

Il legno è igroscopico: assorbe umidità dall'aria e la restituisce, gonfiandosi e ritirandosi — quasi esclusivamente nel senso della larghezza della doga. Il riscaldamento a pavimento asciuga sensibilmente l'aria degli ambienti in inverno. Il pavimento si ritira, e più la doga è larga, più il fenomeno si vede.

Condizione 1: multistrato, non massello

È il punto decisivo. Il parquet multistrato è composto da strati incollati a fibre incrociate che si trattengono a vicenda. Si muove molto meno del massello, ed è per questo la soluzione standard sul riscaldamento a pavimento.

Il massello su impianto radiante resta l'eccezione e richiede formati stretti e un impianto regolato con cura.

Condizione 2: lo spessore giusto

Il legno è un isolante — esattamente ciò che qui non serve. Più il pacchetto è spesso, peggio cede il calore.

  • Spessore totale del parquet: idealmente da 10 a 15 mm.
  • Resistenza termica dell'insieme — parquet più materassino — preferibilmente sotto 0,15 m²·K/W.

Un materassino spesso in fibra di legno è quindi la scelta sbagliata.

Condizione 3: incollaggio a tutta superficie

La posa flottante lascia un'intercapedine d'aria tra massetto e parquet, e l'aria isola. L'incollaggio a tutta superficie crea contatto diretto: il calore va nell'ambiente invece che in un vuoto. È inoltre più stabile e nettamente più silenzioso.

Condizione 4: formati ragionevoli

Più la doga è larga, più ogni fuga si nota. Sul riscaldamento a pavimento sono ragionevoli larghezze fino a circa 18-20 cm. Le doghe molto larghe restano possibili, ma richiedono un'umidità ambiente stabile tutto l'anno.

Condizione 5: temperatura e messa in esercizio

Due cifre decidono tutto:

  • Temperatura superficiale del pavimento: 28 °C al massimo. Oltre, il legno si secca troppo. Il limite si imposta sul collettore, non sul termostato ambiente.
  • Umidità relativa: dal 45 al 65 %. In inverno, negli ambienti riscaldati scende spesso sotto il 35 % — umidificatori o piante aiutano.

Prima della posa, il massetto deve aver completato il suo ciclo di messa in esercizio, documentato per iscritto. Poi si abbassa il riscaldamento mentre il parquet si acclimata e viene posato, e si risale in scalini di circa 5 °C al giorno.

Umidità residua del massetto

I limiti sono più severi che senza riscaldamento. Si lavora con 1,8 % per il massetto cementizio e 0,3 % per l'anidrite, misurati con il metodo CM. Senza misurazione non si posa.

Di cosa non preoccuparsi

Le fughe che si aprono d'inverno e si richiudono d'estate sono normali — il legno è vivo. Diventa un problema solo quando non si richiudono più. E l'essenza conta meno di quanto si dica: il rovere funziona benissimo, ciò che decide è la struttura, il formato e la posa.

In sintesi

Multistrato, da 10 a 15 mm, incollato a tutta superficie, larghezza ragionevole, massimo 28 °C in superficie e umidità controllata. Tutte e sei insieme — altrimenti no.

Fonti

  • CSTB — NF DTU 51.2 (parquet incollato, massetti riscaldati).
  • FCBA — comportamento igroscopico del legno.
  • AFNOR — NF EN 13489 (parquet multistrato).