Senza ventilazione, una casa ristrutturata e a tenuta diventa una scatola umida: condensa, muffa negli angoli, aria viziata. Il ricambio d'aria è un requisito igienico-sanitario dei regolamenti edilizi — e con serramenti nuovi molto più ermetici, va organizzato. Il riepilogo per scegliere (riferimento: UNI 10339).
I tre sistemi
| Sistema | Principio | Per chi |
|---|---|---|
| Estrazione igroregolabile | Estrattore nei locali umidi, ingressi d'aria nei locali asciutti | Ristrutturazione standard, budget contenuto |
| VMC puntuale con recupero | Apparecchi a muro in coppia con nucleo ceramico (fino al 90 % di recupero) | Appartamento ristrutturato senza controsoffitti per i condotti — il classico italiano |
| VMC centralizzata a doppio flusso | Immissione ed estrazione canalizzate, scambiatore 75-90 % | Ristrutturazione completa molto isolata — serve la rete di condotti |
Il principio del lavaggio d'aria (schema)
Le portate di riferimento (abitazioni)
- Ricambio consigliato: 0,5 volumi/ora per l'alloggio; bagni ciechi: estrattore obbligatorio con portata adeguata (50-90 m³/h temporizzato); cucina: cappa canalizzata verso l'esterno durante la cottura.
- La fessura sotto le porte (1 cm, 2 in cucina) fa parte del sistema: moquette a filo = ventilazione soffocata.
Gli errori classici
- Condotti schiacciati o flessibili tesi a fisarmonica: perdite di carico, rumore — condotti rigidi o semirigidi tesi dritti.
- Estrattore appoggiato ai travetti senza antivibranti: tutta la casa lo sente — vedi rumori degli impianti.
- Scarico nel sottotetto invece che in copertura: l'umidità marcisce la struttura e rovina l'isolamento insufflato.
- Elettricità: linea propria, vedi il quadro.
- E per i vostri pavimenti: un'umidità stabile del 45-65 % è esattamente ciò che ama il legno — la ventilazione è la migliore amica del parquet.

